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Pratiche catastali a Ruffano e in provincia di Lecce

Il catasto è l'archivio dello Stato dove sono scritti i tuoi immobili: chi ne è intestatario, dove si trovano, come sono fatti dentro. Quando compri, erediti, dividi un terreno, finisci una casa o cambi la distribuzione delle stanze, quell'archivio va aggiornato. Se non lo fai, il problema salta fuori sempre nel momento peggiore, di solito dal notaio. Ci occupiamo di volture, Docfa, Pregeo, frazionamenti, visure e planimetrie dal 2000. Tu ci porti i documenti che hai. Al resto pensiamo noi.

Aggiornato ad agosto 2026

Cosa sono le pratiche catastali e quando ti servono

Il catasto è diviso in due: il catasto terreni, che tiene le mappe delle particelle, e il catasto fabbricati, che tiene le schede e le planimetrie delle case, dei box, dei capannoni. Ogni immobile ha un identificativo fatto di foglio, particella e subalterno, e una rendita catastale, cioè il valore fiscale su cui si calcolano imposte come l'IMU e le tasse sui trasferimenti.

  • Hai comprato, venduto, ricevuto in donazione o ereditato un immobile
  • Hai finito di costruire e devi accatastare
  • Hai fatto lavori che hanno cambiato le stanze, la superficie o la destinazione
  • Devi dividere un terreno tra fratelli o vendere solo una parte
  • Il notaio ti ha chiesto visura e planimetria aggiornate
  • Vuoi capire com'è messo un immobile prima di comprarlo

La pratica catastale serve ogni volta che qualcosa cambia rispetto a quello che risulta scritto. Cambia il proprietario, cambia la forma dell'immobile, cambia la mappa del terreno. Sono adempimenti che si presentano per via telematica all'Agenzia delle Entrate, e li può firmare solo un tecnico abilitato, come un geometra, oppure in alcuni casi il proprietario.

Voltura catastale: cambiare l'intestatario dopo vendita, donazione o successione

La voltura è la pratica che aggiorna il nome dell'intestatario negli archivi del catasto. Il rogito dal notaio trasferisce la proprietà, ma non aggiorna da solo il catasto. Se la voltura non viene fatta, l'immobile continua a risultare intestato a chi c'era prima, e questo blocca la vendita successiva, le richieste di mutuo e a volte anche le pratiche edilizie.

Il termine è di trenta giorni dalla registrazione dell'atto, come previsto dall'articolo 3 del DPR 650/1972. Per le successioni le cose sono più semplici: presentando la dichiarazione di successione per via telematica, le volture degli immobili indicati partono in automatico, salvo che il dichiarante scelga diversamente o si ricada in casi particolari. Se quella strada non è stata seguita, la domanda di voltura va fatta a parte entro trenta giorni dalla registrazione.

Sui costi conviene essere chiari. L'Agenzia delle Entrate chiede 70 euro di tributi speciali catastali per ogni domanda di voltura, più 16 euro di imposta di bollo ogni 4 pagine. Quando l'atto è soggetto a imposta di registro proporzionale al 9%, al 2% o al 12%, tributi e bollo non sono dovuti. Questi soldi vanno allo Stato, non allo studio. L'onorario dello studio è una voce separata e te la diciamo prima di iniziare. Un dettaglio che conviene sapere: se la domanda risulta ineseguibile, quei 70 euro non tornano indietro. È uno dei motivi per cui l'intestazione la verifichiamo prima di presentare, non dopo.

Docfa: accatastare un immobile nuovo o aggiornare quello che è cambiato

Docfa sta per documenti catasto fabbricati. È la procedura informatica, introdotta dal decreto del Ministero delle Finanze 19 aprile 1994 n. 701, con cui il tecnico dichiara al catasto un fabbricato nuovo oppure una variazione di uno già censito. Nel Docfa il tecnico presenta anche la rendita, che resta una rendita proposta finché l'ufficio non la verifica.

Il Docfa di accatastamento serve quando la costruzione è finita e l'immobile è utilizzabile. Il Docfa di variazione serve quando l'immobile esiste già ma è cambiato: hai spostato tramezzi, unito due appartamenti, diviso un'unità in due, chiuso una veranda regolarmente, cambiato la destinazione d'uso, trasformato un garage in taverna.

I tempi contano. L'articolo 28 del regio decreto legge 652/1939 impone di dichiarare al catasto i fabbricati nuovi entro trenta giorni dal momento in cui diventano abitabili o servibili all'uso, e lo stesso vale per le variazioni. Per il ritardo l'articolo 31 dello stesso decreto prevede una sanzione che oggi va da 1.032 a 8.264 euro. Non è una cosa da rimandare, e in genere si sistema bene se ci si muove per tempo.

Pregeo, tipi mappali e frazionamenti: quando si tocca la mappa dei terreni

Pregeo, cioè pretrattamento atti geometrici, è la procedura con cui si aggiorna il catasto terreni. Qui non si lavora su planimetrie di stanze, ma sulla mappa: confini, forma e numero delle particelle.

Il tipo mappale serve quando su un terreno compare un fabbricato nuovo o si amplia uno esistente. Prima si disegna il fabbricato sulla mappa dei terreni con il tipo mappale, poi si accatasta con il Docfa. Il tipo di frazionamento serve invece quando una particella va divisa in due o più parti, per esempio per una divisione tra eredi, per vendere solo una porzione o per cedere una striscia al Comune.

Per i frazionamenti c'è un passaggio in più: l'articolo 30, comma 5, del DPR 380/2001 prevede che il tipo sia prima depositato in Comune, e senza quel deposito l'Agenzia non lo approva. Per gli atti che riguardano terreni serve spesso anche il certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune. Sono passaggi che seguiamo noi, così tu non ti trovi a rincorrere due uffici diversi.

Se la planimetria non corrisponde a com'è la casa oggi

Capita spessissimo, soprattutto sulle case degli anni Settanta e Ottanta. Vai a chiedere la planimetria catastale e ti accorgi che il bagno è in un altro punto, la veranda non c'è, la parete tra cucina e soggiorno non esiste più, oppure la scheda è disegnata a mano e non somiglia a niente.

Va distinta una cosa importante. La difformità catastale riguarda il disegno depositato al catasto e si sistema con un Docfa di variazione. La difformità urbanistica riguarda invece i titoli edilizi, cioè permesso di costruire, CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata) o SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), e si sistema in Comune. Non sono la stessa cosa e non si risolvono con la stessa pratica. Un Docfa non sana un abuso edilizio, aggiorna solo la fotografia catastale.

Per questo il primo passo è quasi sempre lo stesso: sopralluogo, misure, confronto tra lo stato reale, la planimetria depositata e le pratiche edilizie che risultano in Comune. Solo dopo ti diciamo cosa serve davvero. A volte basta una variazione catastale, a volte serve prima una pratica edilizia, a volte non serve niente.

Il legame con il rogito: cosa controlla il notaio prima di firmare

Qui sta il motivo per cui molte pratiche catastali arrivano di corsa. L'articolo 29, comma 1 bis, della legge 52/1985, introdotto dall'articolo 19, comma 14, del decreto legge 78/2010 convertito nella legge 122/2010, chiede che negli atti tra vivi che trasferiscono immobili urbani già esistenti ci siano, a pena di nullità, gli identificativi catastali, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione degli intestatari che i dati catastali e le planimetrie corrispondono allo stato di fatto. Quella dichiarazione può essere sostituita dall'attestazione di un tecnico abilitato a presentare atti di aggiornamento catastale.

Tradotto: se la planimetria non corrisponde, il notaio non può chiudere l'atto come se niente fosse. E l'intestazione deve tornare, cioè il venditore deve risultare davvero intestatario al catasto, con tutte le volture precedenti in ordine. Capita di trovare passaggi mai voltati da trent'anni, magari una successione di un nonno.

Il consiglio pratico è semplice. Appena c'è un compromesso in vista, fai controllare visura e planimetria. Sistemare prima costa meno tempo e meno nervi che sistemare con la data del rogito già fissata.

Come lavoriamo, e dove

Si parte da una telefonata o da un passaggio in studio. Tu ci dici cosa devi fare, noi scarichiamo visure e planimetrie e capiamo la situazione reale. Se serve il sopralluogo lo facciamo, con rilievo e misure. Poi ti diciamo quale pratica serve, quali documenti dobbiamo avere da te, quanto tempo ci vuole e quanto costa, distinguendo sempre i tributi dovuti allo Stato dall'onorario dello studio. Documenti, tempi e parcella chiari prima di iniziare.

Lo studio è a Torrepaduli di Ruffano, in Via Alessandro Volta 28, ed è aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16:00 alle 20:00. Lavoriamo in tutto il Salento e nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto.

Una volta presa in carico la pratica, non devi telefonare tu per sapere a che punto siamo. Ti aggiorniamo noi. Tu torni a pensare alle tue cose.

Questa pagina spiega la regola generale in modo divulgativo. Ogni situazione ha i suoi dettagli: prima di decidere, facci vedere il tuo caso.

Domande frequenti

Le domande
che ci fanno.

Ho ereditato casa. Devo fare la voltura o basta la dichiarazione di successione?

Nella maggior parte dei casi la dichiarazione di successione presentata per via telematica fa partire in automatico anche le volture degli immobili indicati. Ci sono però casi particolari, e capita che la voltura automatica non sia stata richiesta. Facciamo un controllo in visura: se manca, la presentiamo noi.

Quanto costa una pratica catastale?

Ci sono due voci diverse. I tributi dovuti allo Stato, che per la voltura sono 70 euro di tributi speciali catastali per domanda più 16 euro di bollo ogni 4 pagine, con esenzione quando l'atto sconta il registro proporzionale al 9%, 2% o 12%. E l'onorario dello studio, che dipende dal tipo di pratica e dal lavoro di rilievo.

Quanto tempo ci vuole?

Dipende dalla pratica e da quanto sono in ordine i documenti di partenza. Una voltura con atto già registrato è veloce. Un Docfa richiede sopralluogo, rilievo e disegno. Un frazionamento passa anche dal Comune per il deposito, quindi allunga i tempi. Ti diamo una data indicativa quando prendiamo l'incarico.

Ho rifatto il bagno e spostato una parete interna. Devo aggiornare il catasto?

Se la distribuzione interna è cambiata rispetto alla planimetria depositata, sì, serve un Docfa di variazione. Se hai solo rifatto pavimenti, intonaci o impianti senza toccare i muri, di norma la planimetria resta valida. Basta un confronto tra la scheda catastale e com'è la casa oggi per capirlo.

Aggiornare il catasto mi fa aumentare l'IMU?

Può succedere, perché l'IMU si calcola sulla rendita catastale. Se la variazione cambia superficie, categoria o classe, la rendita può cambiare, in aumento o in diminuzione. Prima di presentare la pratica ti diciamo che rendita andiamo a proporre, così non hai sorprese sulla cartella.

Visura e planimetria posso scaricarle da solo?

La visura catastale è consultabile da chiunque, e i proprietari possono consultare gratuitamente i dati dei propri immobili nei servizi online dell'Agenzia delle Entrate. La planimetria invece la può chiedere solo l'intestatario o un suo delegato. Se ci dai la delega ce ne occupiamo noi, e soprattutto te la leggiamo, perché il foglio da solo dice poco.

Il notaio mi ha detto che l'immobile non è intestato correttamente. Cosa faccio?

Quasi sempre manca una voltura di un passaggio precedente, una vecchia successione o una donazione mai registrata al catasto. Si recuperano gli atti e si presentano le volture mancanti in ordine, fino ad arrivare all'intestazione giusta. Portaci quello che hai, anche se è poco, e ricostruiamo la catena.

Devo dividere un terreno tra me e mio fratello. Basta il catasto?

Il frazionamento in Pregeo divide la particella sulla mappa, ma la divisione della proprietà si perfeziona con un atto notarile. Inoltre il tipo di frazionamento, una volta approvato dal Catasto, va depositato in Comune entro trenta giorni, come previsto dall'articolo 30, comma 5, del DPR 380/2001, e per l'atto serve di norma il certificato di destinazione urbanistica. Ci coordiniamo noi con il notaio e con il Comune.

Hai una pratica catastale da sistemare?

Chiama il Geom. Amedeo Falcone al 347 135 0574 e spiegagli in due minuti la situazione. Se hai già visura o planimetria, tienile a portata di mano. Puoi anche scrivere a info@salentosicurezza.com o passare in studio in Via Alessandro Volta 28, Torrepaduli di Ruffano, lunedì, mercoledì e venerdì dalle 16:00 alle 20:00. Ti diciamo subito quale pratica serve, quanto tempo ci vuole e quanto costa.

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